Risposta sintetica: il tracciamento server-side consiste nel far elaborare le interazioni degli utenti sul sito tramite un server cloud proprietario, anziché affidarsi solo agli script eseguiti nel browser del visitatore, per poi inviare i dati a piattaforme adv e analytics. Questo sistema evita la perdita di ordini e sessioni causata da ad-blocker o restrizioni sui cookie. Per una piccola impresa non è obbligatorio fin dal giorno zero, ma a medio termine diventa fondamentale per ottimizzare sul serio il budget adv.
Nel modello classico, quando un cliente naviga sul vostro sito, il suo browser invia richieste dirette ai servizi di advertising e tracciamento. Tuttavia i blocchi di sicurezza dei browser moderni, gli ad-blocker e la durata ridotta dei cookie intercettano e tagliano una fetta di queste richieste. Con il server-side, invece, il browser invia un unico pacchetto di dati al vostro server intermedio (sul vostro dominio). Quel server convalida i dati, anonimizza le informazioni personali secondo le regole e li inoltra direttamente via server-to-server alle piattaforme pubblicitarie.
La decisione dipende dalla vostra spesa pubblicitaria e dalla tolleranza alla perdita di dati sulle conversioni. Su un e-commerce che investe 3.500 Euro al mese in adv, se una parte degli ordini non viene attribuita nel pannello, gli algoritmi faticano a ottimizzare e a trovare il pubblico giusto che converte. La richiesta dell'agenzia di 900 Euro di setup è in linea con i prezzi di mercato. I 60 Euro mensili coprono semplicemente l'infrastruttura cloud standard necessaria a reggere il vostro volume di traffico.
Se in questo momento la liquidità è tirata, potete rimandare l'investimento a quando porterete il budget adv oltre i 5.000 Euro al mese. Se però vedete che i costi di acquisizione continuano a salire e i dati di vendita registrati sulle dashboard pubblicitarie sono sensibilmente inferiori a quelli reali del vostro gestionale, questo passaggio tecnico serve proprio a non sprecare il budget investito.