Obblighi di accessibilità web: Turchia ed Europa
L'accessibilità web non è più solo una buona pratica: in Turchia e nell'Unione europea è un obbligo di legge per molti enti e imprese. Partendo dai testi ufficiali, questa guida riassume chi è responsabile, da quando e secondo quale riferimento. Non è una consulenza legale; per il tuo caso leggi il testo completo e, se serve, rivolgiti a un legale.
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Turchia: Circolare presidenziale 2025/10
La circolare è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 2025 (numero 32933). I siti web e le app mobili degli enti interessati devono rispettare la «Checklist di accessibilità di siti web e applicazioni mobili – livello A» e la Guida all'accessibilità dei contenuti web basata sulle WCAG 2.2, entrambe pubblicate dal Ministero della Famiglia e dei Servizi sociali.
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Chi in Turchia, ed entro quando?
Termine di un anno (scaduto il 21 giugno 2026): istituzioni ed enti pubblici, università, comuni e società comunali, imprese pubbliche, organizzazioni professionali con status di ente pubblico, banche, ospedali privati, istituti di istruzione privati autorizzati dal Ministero dell'Istruzione Nazionale, veicoli stradali soggetti alla Legge n. 4925, navi passeggeri, vettori ferroviari e aerei di passeggeri, agenzie di viaggio del gruppo A e operatori di comunicazioni elettroniche con più di 200.000 abbonati. Termine di due anni (giugno 2027): fornitori di commercio elettronico soggetti alla Legge n. 6563.
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Monitoraggio e logo di accessibilità
L'attuazione è monitorata dal Ministero della Famiglia e dei Servizi sociali, e una commissione di monitoraggio pubblica ogni anno un piano di monitoraggio. I siti e le app giudicati accessibili ottengono dal Ministero il diritto di usare il logo di accessibilità per due anni. Il logo non è un documento che si ottiene una volta per tutte: l'accessibilità va mantenuta man mano che si aggiungono contenuti e funzioni.
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Unione europea: l'Atto europeo sull'accessibilità
La Direttiva (UE) 2019/882 si applica dal 28 giugno 2025. Il suo ambito comprende, tra l'altro, i servizi di commercio elettronico e bancari per i consumatori, gli e-book e i servizi digitali legati al trasporto passeggeri. Sono esentate le microimprese che forniscono servizi (meno di 10 dipendenti e un fatturato o un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro). Un'impresa che offre questi servizi ai consumatori dell'Unione europea può rientrarvi anche se ha sede in Turchia; chiedi un parere legale per il tuo caso.
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Germania e Francia
La Germania ha recepito la direttiva con il Barrierefreiheitsstärkungsgesetz (BFSG), entrato in vigore il 28 giugno 2025; riguarda i servizi con cui si conclude online un contratto con un consumatore, come negozi online, portali di prenotazione e app bancarie. In Francia il RGAA (Référentiel général d'amélioration de l'accessibilité) è obbligatorio per gli enti pubblici e per le imprese con un fatturato annuo medio in Francia superiore a 250 milioni di euro; questi soggetti devono pubblicare una dichiarazione di accessibilità e un piano d'azione pluriennale.
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Il riferimento: WCAG 2.2 ed EN 301 549
Le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines) sono il riferimento del W3C, con tre livelli: A, AA e AAA; la maggior parte delle leggi si basa sul livello AA. La norma europea armonizzata EN 301 549 si basa sulle WCAG 2.1 AA per il web. Secondo il W3C, un contenuto conforme alle WCAG 2.2 è conforme anche alle WCAG 2.1 e 2.0; in un nuovo progetto puntare alle WCAG 2.2 AA è quindi la strada più sicura per entrambe.
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Primi passi
Per prima cosa verifica se rientri nell'obbligo e qual è il tuo termine. Poi analizza le pagine principali con il nostro strumento gratuito di pre-verifica e fai testare ogni tipo di pagina con tastiera e lettore di schermo. Correggi i risultati nel codice in ordine di gravità e non affidarti agli overlay, che non risolvono il problema. Infine pubblica una dichiarazione di accessibilità e ripeti il controllo quando aggiungi contenuti.
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