Filtraggio traffico bot: il 25-40% del traffico web è bot e scraper malevoli. Filtri: 1) User-Agent filtering (legittimi: Chrome, Firefox, Safari; sospetti: stringhe sconosciute), 2) Analisi comportamentale (bot: singola azione pagina-uscita, reali: più pagine + scroll), 3) Rate limiting (bot: >100 req/sec, reali: 1-2 req/sec), 4) Reputazione IP (bot net noti: whitelist Googlebot, Bingbot, blocco altri), 5) Challenge-response (CAPTCHA), 6) Fingerprinting (esecuzione JavaScript — i bot spesso lo disabilitano). Filtri Analytics: Google Analytics (Admin → Data Streams → Bot filtering: attiva la lista bot integrata), strumenti di terze parti (tool SEO a pagamento, tool SEO a pagamento per rilevamento traffico bot). Tecnica: tracking JavaScript (i bot spesso lo saltano), tracking cookie (i bot di solito non accettano i cookie), honeypot links (link nascosti agli utenti reali, i bot ci cliccano). Prevenzione ad fraud: le ad network (Google Ads, Facebook Ads) hanno protezioni integrate (rilevamento score frode), standard di viewability (MRC: Media Rating Council). Metriche da monitorare: Bounce rate (alto nei bot), Durata media sessione (bassa nei bot), Pagine per sessione (basse nei bot), Uniche impronte dispositivo (i bot non ripetono gli ID). Mappa: toggle filtro bot analytics, parametri UTM (segnala traffico sospetto), liste blocco IP (robots.txt + regole WAF).